Trisottica chiude a +30% di fatturato il 2019 e spinge sul brand Lamarca

da “FASHION NETWORK” di Gianluca Bolelli

Dopo aver chiuso benissimo l’esercizio 2019, su un fatturato globale di 22 milioni di euro, con un incremento del 30% rispetto all’anno precedente, il gruppo veneto di occhialeria Trisottica prosegue il proprio sviluppo commerciale, affidato in primis al business di contoterzista, sia per griffe del lusso che per aziende medie o piccole, ma anche all’evoluzione del brand di proprietà Lamarca, creato 5 anni fa, che è arrivato a coprire circa il 10% del giro d’affari. Sono linee ambiziose quelle di Lamarca, che contengono soluzioni costruttive inedite e sono tra le più originali costruite in acetato nella fascia medio-alta del mercato.

Presente sui mercati di Europa, USA, Canada, Brasile e Giappone, Lamarca mantiene come principale mercato quello italiano, ma nei progetti dell’azienda c’è una particolare attenzione allo sviluppo di quello americano (tenuto sotto stretta osservazione a causa della pandemia), insieme al consolidamento e alla fidelizzazione dell’attuale clientela.

Per il 2020, Trisottica indica a FashionNetwork.com di prevedere una flessione del fatturato complessivo intorno al 20%, perdita dovuta alla pandemia e al lockdown. All’interno di questa situazione, Lamarca si è tuttavia caratterizzato per la crescita del 25% registrata nei primi 2 mesi dell’anno sul fatturato degli stessi mesi del 2019.

Nel mese di settembre le sue vendite si sono ulteriormente rafforzate, anche grazie alla presentazione al salone dell’occhialeria DaTE della nuova famiglia di prodotti, la settima del brand, chiamata “Profili”, dal design più ambizioso e caratterizzata da una lavorazione di incollaggi più complessa.

Settembre si è chiuso con una crescita superiore al 35% rispetto allo stesso mese del 2019, rivela la società fondata nel 1991 a Segusino da Antonio Corrado, Caterino Coppe e Ruggero Stramare, forti di esperienze condivise nel mondo della produzione dell’acetato, cui nel 1998 si sono affiancati un quarto socio, Luca Meneghin, esperto di gestione informatica, e un quinto partner, l’esperto Mario Righes, reduce da un trascorso come responsabile di reparto acetato in Luxottica, capo tecnico di produzione in De Rigo, direttore di produzione in Lastes e AD di Lozza.

Specializzata nella tecnica dell’incollaggio dell’acetato o dell’acetato combinato con il metallo, oggi l’azienda di Segusino (TV) vanta oltre 100 dipendenti e produce 700.000 occhiali all’anno in 3 unità produttive. Alla fabbrica storica si sono infatti aggiunti un nuovo insediamento produttivo nel 2017, costruito a pochi metri dall’headquarter, mentre in precedenza, nel 2011, era stata acquisita la società Vecellio di Auronzo di Cadore, colpita dalla crisi negli anni precedenti.

“Allora”, ricorda Mario Righes in un comunicato, “quello stabilimento era in grave difficoltà e i lavoratori in cassa integrazione erano in attesa della chiusura definitiva. Ci sembrò un’occasione interessante sia per l’eccellente qualità delle lavorazioni che vi si svolgevano, sia per incrementare la nostra capacità produttiva”.

“Con alcuni dei nostri clienti si è creato un rapporto “osmotico”, dove il progetto viene spesso condiviso e dove alcune soluzioni tecniche da noi proposte sono diventate il plus delle loro collezioni”, conclude Righes. “È il caso di Face-à-Face, azienda francese con un design molto interessante ed esigenze quasi “estreme”. Con loro abbiamo sviluppato la tecnica dell’incollaggio e oggi possiamo affermare, anche con una punta di orgoglio, di essere diventati bravi!”.

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